19.2.13

Soundation "Sound Minute"

Esercizio proposto da Steve Everett, professore dell'ottimo corso Introduction to Digital Sound Design. Una buona occasione per ripassare le basi.

SOUNDATION PROJECT “A Sound Minute”


Nonostante i numerosi vincoli, non solo di durata (1 minuto massimo) ma anche di sostanza (usare un determinato software con determinati campioni e sintetizzatori ecc...), alla fine credo di aver mantenuto la mia 'cifra stilistica' compositiva quando si tratta di abstract ambient. Forma ad arco, lavoro sui cori in reverse e sui reverberi, morphing spettrale, canoni generativi o pseudo-generativi ritmici e melodici.
In effetti è quasi una versione compatta di Same and the similar.

14.2.13

Eelst e il metalinguaggio

Sanremo 2013: Elio e le storie tese con 'La canzone mononota' (video)

I filosofi intendono per metalinguaggio un linguaggio, in forma naturale o formalizzata, adottato per analizzare e studiare un altro linguaggio. Talvolta i grandi artisti riescono a usare il 'linguaggio' della propria arte come argomento del prodotto artistico. Arte alla seconda. Cinema di cinema, come La Nuit américaine di Truffaut, fiction di fiction, come Boris. Per questo genere di operazione bisogna possedere palle d'acciaio, la porcata è dietro l'angolo.
Ieri sera il festival di Sanremo, che peraltro ha sfrantumato i marroni da diversi decenni, ha offerto un esemplare nobile di musica di musica: La canzone mononota di Elio e le storie tese. Una performance ai livelli dei migliori live del gruppo (ho avuto la fortuna di vederli dal vivo qualche volta), una canzone tecnicamente e musicalmente spettacolare, che analizza con il tipico sarcasmo la canzone stessa, ed è destinata a diventare un tormentone.
Il festival di Sanremo è finito alla seconda serata. Hanno vinto gli Eelst.


Condurre un’esistenza di sforzi
Tallonando la chimera di una melodia composita
Gremita di arzigogoli rarissimi
Che poi alla fine scopri
Che ti mancava quella nota sola
Bellissima
Che sciocco non aver pensato prima
Alla canzone mononota
Una canzone poco nota
Che si fa con una nota
E quella nota è questa
E’ la canzone mononota
Pupi cambiare il ritmo
Puoi cambiare la velocità
Puoi cambiare l’atmosfera
Puoi cambiare gli accordi
La puoi fare maggiore, minore, eccedente, diminuita
Puoi cambiare il cantante
Puoi cambiare l’argomento
Puoi cantarla da solo
Puoi cantarla tutti insieme con il coro
Puoi farla fare all’orchestra
Mentre ti prendi una pausetta
Puoi cambiare la lingua
For example you can sing it in english
Auf Deutsch, en francais, en espanol,
In cinese: “Unci, dunci, trinci…”
Quante cose che puoi fare
Senza cambiare la nota!
Puoi cambiare l’ottava
Pupi cantare all’ottava bassa
Puoi far finta che sia finita
Ma se non sei in grado neanche
Di cantare la canzone mononota
Ti consigliamo di abbandonare il tuo sogno di cantante
Se sei un cantante virtuoso
Stai attento
Che qui basta che fai: “Aaah”
E sei fuori
La canzone mononota
Che non scende a compromessi
E se lo fa il compromesso è piccolo
Tipo questo
La canzone mononota
Ha avuto i suoi antesignani
Uno su tutti: Rossini, Bob Dylan, Tintarella di Luna
E’ anche facile da fischiettare
Democratica, osteggiata dalle dittature
Fateci caso: l’inno cubano è pieno di note
C’è poi il samba di una nota sola
Ma, se ascolti attentamente, dopo un po’ cambia:
Jobim non ha avuto le palle di perseguire un obiettivo
Non ci ha creduto fino in fondo
Invece Noi




1.2.13

Sul nome Bach


Un film di Francesco Leprino sul Vecchio Bach, ingiustamente passato sotto silenzio e che vale la pena vedere. Il film si chiude con il video sopra, in cui Bollani prende un tema dell'Arte della Fuga e poi inizia a essere posseduto dagli spiriti di Debussy, Hindemith, De Falla, Keith Jarret e diversi altri.

Queste le parti del film disponibili sul Tubo Che Tutto Contiene:

PRELUDIO
Cecità: Bach, ormai cieco, ripercorre, come in un sogno e in un breve lasso di tempo, tutti i momenti cruciali della sua vita e la sua musica affiora come un ricordo... 

CAPITOLO 1 - Eisenach
Eisenach, la città natale di Bach, e il primo Contrappunto dell'Arte della fuga, eseguito da un rarissimo strumento, l'armonica a bicchieri o glasharmonika. 

CAPITOLO 10 - I primi anni a Lipsia
Lipsia, città dove Bach trascorse la maggior parte della sua vita e scrisse i più grandi capolavori. Il decimo Contrappunto è eseguito da un sestetto vocale madrigalistico nell'elaborazione strumentale di Ruggero Laganà. 

CAPITOLO 12 - Anna Magdalena & figli
Anna Magdalena, seconda moglie di Johann Sebastian Bach, cantante, copista delle sue musiche e madre di innumerevoli figli. Il Contrappunto 12 (inversus) è elaborato per 2 voci e fisarmonica. 

CAPITOLO 14 - Conflitti!
Bach viene perseguitato dai superiori di Lipsia, che vorrebbero imporgli limiti di ogni tipo. Tre burattini simboleggiano idealmente i superiori di Bach (il vescovo, il borgomastro, il direttore della scuola...), il volto di Bach è quello di Sandro Boccardi, la voce quella del grande attore di lingua tedesca Bruno Ganz. L'elaborazione del Canone all'ottava è per flauto, clarinetto, violino, violoncello. 

CAPITOLO 16 - Un grande Clan...!
La casa di Bach era un laboratorio in cui vivevano anche gli allievi, condividendo la vita e gli insegnamenti del maestro. L'elaborazione del canone alla decima per marimba e vibrafono è di Alessandro Solbiati. 

CAPITOLO 20 - Harmonia Mundi!
L'ultimo e più complesso contrappunto dell'Arte della fuga e le ultime fasi della vita di Bach. La fuga a tre soggetti, lasciata incompleta, in cui ricorre il nome di Bach (b.a.c.h. = sib, la, do, si) è elaborata per quartetto d'archi da Alessandro Solbiati ed eseguita dal Quartetto Prometeo. 

CAPITOLO 21 - Nella mia fine è il mio inizio 
Stefano Bollani improvvisa sul primo soggetto dell'Arte della Fuga, mentre scorrono i titoli di coda del film. Un ritorno all'inizio e una chiusura del cerchio: il primo "tema" dell'arte della fuga e l'improvvisazione, con cui Bach aveva iniziato la sua carriera musicale. 

Altro sul Vecchio Bach @Random Bitz