24.2.11

Musicofobia?

Oliver Sacks. Musicofilia
Adelphi - 496 pagg - 26 euro
EAN 9788845924194
Stando al bellissimo saggio di Oliver Sacks, che consiglio vivamente a tutti, che siano malati di mente oppure no, non esisterebbe una sindrome  catalogabile come musicofobia. Dovremmo dedurne che alcuni psic privi di scrupoli (pleonasma) intendono portare $$$ al loro mulino se esistono siti come questo?
Certo che sì!
Nella mia esperienza non ho mai conosciuto qualcuno che odiasse la musica. Nemmeno nei vari Centri Psichiatrici di Zona (AKA Centri di Igiene Mentale) che ho frequentato in passato, (cioè prima di rendermi conto che i malati erano tutti gli altri, psic inclusi, e non io).
La musica, anzi, l'espressione sonora tutta, è senza alcun dubbio la prima e fondamentale espressione del sè, un anno prima di imparare a parlare, tre anni prima di cominciare disegnare e sei anni prima di imparare a scrivere.
Non ho prove, naturalmente, ma sono convinto che la musica sia stata la primissima forma artistica sviluppata dalla nostra specie. La prima espressione spontanea, piacevole ed universale dei nostri antenati prima ancora che inventassero un idioma decente, rovinato poi dalla fantastica idea di Nostro Signore Iddio di confonderci tutti per impedire la costruzione della Torre di Babele, intrapresa abusivamente senza pagare gli oneri di urbanizzazione nè preoccuparsi di edificare opere a scomputo.
Ovviamente se la musica è la prima, la danza è la seconda: basta avere prolificato per saperlo. Da piccolissimi strillano, lallano, cantano e poi appena riescono a stare in piedi cominciano a ballare.
La mia bimba Elena a 5 mesi
mentre ascolta i Led Zeppelin
D'altronde non conosco neppure qualcuno che sia indifferente alla musica: persino mia suocera semianalfabeta, 81 anni, sciroccata, sbroccata si compra in edicola i suoi DVD di lirica, se li guarda e se li riguarda... (l'opera, non il DVD NdR)
Di sicuro ascoltare Mozart non ti alza il QI, ma una esposizione quotidiana alla buona musica come quella che  vive mia figlia, dagli AC/DC a Zelenka, può solo avere effetti collaterali positivi.
© 2011 - 'O Cangaceiro


10.2.11

Reich & Deleuze



"Eccoci dunque costretti a pensare la differenza. Sentiamo qualcosa che è contrario alle leggi della natura, pensiamo qualcosa contrario ai principi del pensiero. E anche se la produzione della differenza è per definizione "inesplicabile", come evitare di implicare l'inesplicabile nel pensiero stesso? Come potrebbe l'impensabile non trovarsi al fondo del pensiero? E il delirio, nel cuore del buon senso? Come ci si potrebbe contentare di relegare l'improbabile all'inizio di una evoluzione parziale, senza concepirlo anche come la più alta potenza del passato, come l'immemoriale nella memoria?"

Gilles Deleuze, Differenza e ripetizione, Raffaello Cortina Editore 1997, p. 294


4.2.11

Bestiario di Tecnologia Audio 4



Marianne di Henry-Louis Jaquet-Droz - 1773

Henry-Louis, figlio del grande orologiaio svizzero Pierre Jaquet-Droz, costruì il più incredibile dei cosiddetti androidi di Neuchâtel.
La Suonatrice esegue (sul serio) 5 melodie in stile galante su un organetto a canne, seguendo con gli occhi le dita sulla tastiera. Al termine dell'esecuzione china pudicamente il capo per ringraziare degli applausi.
Il realismo un po' inquietante dell'automa è garantito dal sistema di respirazione: un insieme di mantici fa sollevare e abbassare il petto a ritmo costante. Il meccanismo vitale, che comprende anche movimenti del capo e inchini, funziona indipendentemente dalle prestazioni musicali.
Fu battezzata Marianne dal nome della defunta moglie di Jacquet-Droz padre, morta in giovane età, poco dopo aver dato alla luce una bimba che sopravvisse solo pochi mesi.
Con una sola carica Marianne può vivere per un'ora e mezza, però senza suonare.



Puntate precedenti del Bestiario:

1. Statua di Memnone a Tebe - 1500 aC
2. L'ascoltapiazza di Athanasius Kircher - 1650
3. L'Organo Umorale Hammerstein - 1982