10.2.11

Reich & Deleuze



"Eccoci dunque costretti a pensare la differenza. Sentiamo qualcosa che è contrario alle leggi della natura, pensiamo qualcosa contrario ai principi del pensiero. E anche se la produzione della differenza è per definizione "inesplicabile", come evitare di implicare l'inesplicabile nel pensiero stesso? Come potrebbe l'impensabile non trovarsi al fondo del pensiero? E il delirio, nel cuore del buon senso? Come ci si potrebbe contentare di relegare l'improbabile all'inizio di una evoluzione parziale, senza concepirlo anche come la più alta potenza del passato, come l'immemoriale nella memoria?"

Gilles Deleuze, Differenza e ripetizione, Raffaello Cortina Editore 1997, p. 294


4 comments:

  1. Ma dove la trovi sta roba? Stavo morendo dalle risate! Il video associato alle parole di Deleuze produce un effetto devastante. Complimenti per il blog, a presto.
    Andrea

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  2. Grazie mille Andrea! A presto

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  3. mmmm... m'ero scordato di metterti nel blogroll. Rimediato!

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  4. Grazie! Io avevo già provveduto... ;)

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