19.12.11

Libri 2011 (2)


Il secondo libro, per gli appassionati di cinema e musica.

L'audiovisione. Suono e immagine nel cinema

Le migliori e più compiute teorie sui rapporti tra immagini in movimento e audio (musica, effetti ecc...), non solo nel cinema. Michel Chion usa sapientemente le conquiste della musica concreta per spiegare storie e tecniche di una relazione complicata. Magistrale l'analisi della prima sequenza di Persona di Ingmar Bergman.
Sinossi. "I film, la televisione e i media audiovisivi in generale non si rivolgono soltanto all'occhio. Essi suscitano nel loro spettatore - nel loro "audio-spettatore" - una specifica disposizione percettiva, disposizione che, nel presente lavoro, proponiamo di chiamare audiovisione. Un'attività, questa, che non è mai stata considerata nella sua novità: si continua a parlare di "vedere" un film o una trasmissione, trascurando la modificazione introdotta dalla colonna audio. Oppure ci si accontenta di uno schema aggiuntivo. Assistere a uno spettacolo audiovisivo consisterebbe insomma nel vedere delle immagini più sentire dei suoni, e ciascuna delle due percezioni resterebbe saggiamente circoscritta al proprio ambito. Scopo di questo libro è mostrare come in realtà, nella combinazione audiovisiva, una percezione influenzi l'altra e la trasformi: non si "vede" la stessa cosa quando si sente; non si "sente" la stessa cosa quando si vede. [...] La presente opera è al tempo stesso teorica e pratica, in quanto, descrivendo e formulando il rapporto audiovisivo come contratto (vale a dire come il contrario di un rapporto naturale che rimandi a un'armonia preesistente tra le percezioni), essa delinea un metodo di osservazione e di analisi suscettibile di essere applicato ai film, alle trasmissioni televisive, ai video." (Michel Chion).

16.12.11

Libri 2011 (1)


Nei prossimi giorni passeranno in rassegna i libri più interessanti che ho letto quest'anno. Iniziamo con un capolavoro di teoria musicale per musicisti e matematici.

A Geometry of Music
Ogni 10 anni circa esce un libro destinato a diventare seminale per i successivi 50. E' questo il caso di "A Geometry of Music: Harmony and Counterpoint in the Extended Common Practice" (Oxford Studies in Music Theory) di Dmitri Tymoczko, un allievo del compianto Milton Babbitt. Stupendo anche il sito di supporto al libro, in cui è possibile ascoltare tutti i numerosi esempi musicali presenti nel testo, approfondire determinati argomenti, affrontare attività ulteriori di studio e di ricerca. Imperdibile. Disponibile anche in edizione per Kindle.
Sinossi. Che somiglianza c'è tra "Help!" dei Beatles e la "Danza degli adolescenti" di Stravinskij? In che modo "Just" dei Radiohead si può mettere in relazione con le improvvisazioni di Bill Evans? E come le opere di Chopin sfruttano la geometria non euclidea degli accordi musicali? In questo lavoro pionieristico, l'autore Dmitri Tymoczko descrive un nuovo modo di pensare la musica che sottolinea l'affinità tra i più diversi stili, dalla polifonia medievale al rock contemporaneo. Tymoczko identifica cinque caratteristiche base della musica che insieme contribuiscono al senso di tonalità, e mostra come queste caratteristiche si ripetano in tutta la storia della musica occidentale. Nel trattato si getta nuova luce su una vecchia domanda: che cosa rende una musica buona musica? "A Geometry of Music" fornisce un'introduzione accessibile al rivoluzionario approccio geometrico di Tymoczko alla teoria musicale. Il libro mostra come costruire semplici diagrammi per rappresentare le relazioni tra accordi e scale familiari, fornendo ai lettori gli strumenti per tradurre dal musicale al visivo e rivelando sorprendenti gradi di struttura in brani musicali altrimenti difficili da comprendere. Tymoczko utilizza questa base teorica per raccontare la storia della musica occidentale dal XI secolo ai giorni nostri. Sostenendo che le storie tradizionali pongano troppa attenzione sulla "pratica comune" del periodo 1680-1850, l'autore si propone invece di comprendere una pratica comune "estesa" che va dal tardo medioevo ad oggi. Si discute una serie di pezzi molto noti di una vasta gamma di compositori, da Bach ai Beatles, da Mozart a Miles Davis, e molti altri nel mezzo. "A Geometry of Music" è accessibile a una vasta gamma di lettori, dai musicisti e musicologi agli scienziati e matematici con un interesse per la musica. La terminologia viene definita lungo la strada, non si presuppongono particolari conoscenze matematiche ma solo una certa familiarità con la teoria musicale occidentale. Il libro contiene anche esercizi finalizzati a rafforzare ed estendere la comprensione dei lettori, insieme ad una serie di appendici che esplorano i dettagli tecnici di questa teoria nuova ed emozionante.

2.12.11

Schubert il Progressivo



Le scomparse premature dei Giganti, in musica, sono un classico di tutte le epoche. Quella di Schubert è stata la più tremenda per il linguaggio musicale e la storia della musica. Molto più di quella di Mozart, che se fosse sopravvissuto avrebbe dovuto combattere contro Ludvig Van, molto probabilmente perdendo.
Brahms il progressivo è un saggio del 1933 di Schönberg, in cui il contributo di Brahms all'evoluzione del linguaggio musicale viene paragonato 'paradossalmente' a quello di Wagner.
Ritengo che anche Franz Schubert stava dicendo la sua in proposito, nelle ultime opere.
L'Andantino in 3/8 della Sonata n.20 in La Maggiore D959, composta negli ultimi mesi di vita del compositore, è una di quelle pagine per pianoforte talmente incredibili che è difficile non tornare ad ascoltarle nel tempo. Come se ci fosse sempre qualcosa di nuovo da scoprire.
Il brano, in forma ABA, si apre con i tipici tratti di Schubert: il cosiddetto 'passo' schubertiano (l'incedere ritmico costante degli accompagnamenti) e soprattutto una struggente e al tempo stesso sublime melodia in Fa# Minore (relativo di La Maggiore).



Tutto nella norma (direi normale genialità) fino all'inizio della sezione B. Fantasia. Il linguaggio musicale classico-romantico si dissolve di colpo, la tonalità scompare e la composizione procede per accumulazione di materiale attraverso un cromatismo feroce e figure ritmiche ostinate.



La maggior parte dei critici mette in relazione questa sezione con l'imminente morte del compositore, come se l'inconscio di Schubert avesse per un'attimo preso il sopravvento mettendo in musica nientemeno che la Signora con la falce.
Ma c'è molto di più: un procedimento compositivo innovativo in grado di strappare la forma. Infatti l'episodio del B è talmente devastante che il ritorno di A passa quasi con indifferenza e il brano sembra finire subito, come se la forma fosse sproporzionata. In realtà è l'effetto (e l'affetto) del B, la sua eco strutturale, che cattura la memoria e la imprigiona fino al silenzio. La ripetizione non è più sufficiente a ricomporre il concetto stesso di forma, perché la differenza è troppo grande, eccezionale.
A ben vedere, e soprattutto a ben sentire, lo stesso compositore sembra consapevole di averla combinata, sembra approfittarsene e prenderci quasi in giro. Un giro di tipo bucolico, in Do# Maggiore (dominante di Fa# Minore).



E poi torna A, la melodia è trasfigurata, con pochi e dosati elementi motivici (terzina di semicrome) e armonici (un Si diesis dove proprio non dovrebbe essere) derivati dal B, la cui ombra ci accompagna fino al silenzio.



Come l'acqua di un lago dopo una forte tempesta, che rimane increspata da piccole perturbazioni per diverso tempo.



E infine un altro tratto classico di Schubert, una spettacolare riarmonizzazione finale del tema.



Di seguito una splendida interpretazione di Pollini (alla Jarret...). Qui la partitura completa del movimento per seguire.
Buon ascolto.

22.11.11

4083 chords, with python



A chord in music is any harmonic set of two–three or more notes that is heard as if sounding simultaneously.[Wikipedia]


In previous posts i calculated there are 4083 chords and introduced to music21 python tools.
Let's use this smart framework for computer-aided musicology, with some python, to compute, view, explore and hear all the 4083 chords.
See setup instructions on music21 website.
We need to import 2 modules, music21 and itertools:

So, how many chords are there?
Below a function to compute the number of combination of n items taken t a t without repetitions (t may coincide with n):

Here we have the ever popular recursive factorial function:

A trivial iteration gives us the total (n = 12, the twelve tones!):

Itertools module is really great to handle permutations, combinations etc. The perfect ars combinatoria tool.
It is applied in the main function to make all combinations without repetitions:

Note some very nice music21 methods and attributes, like pitchedCommonName and addLyric.
As you may have noticed, i write all in a txt file to better explore chords:

We are now ready to generate all chords and display them with MuseScore:

Download commented source, txts, pdfs and MuseScore projects.

My Fav Chords
Here some of my favorite chords, nice labeled by music21:


Bugs
Unfortunately I found a few bugs. Using numbers for pitches the contiguous notes are not written in the stream.


Furthermore, method pitchedCommonName has some problems yet to appoint chords properly.


However it was a nice trip.

15.11.11

Le 5 formule matematiche che ogni musicista dovrebbe (almeno far finta di) conoscere


Ispirato da questo articolo di Wired Science, ecco le 5 formule matematiche che ogni musicista dovrebbe (almeno far finta di) conoscere:

1. La purezza di una sinusoide. Senza questa niente oscillatori digitali e quindi niente musica elettronica.





2. Sezione aurea. Senza questa niente violini Stradivari, niente Debussy (in particolare il capolavoro La Mer), niente Genesis (avete presente Firth of Fifth?).





3. La serie di Fourier (qui in forma complessa, la mia preferita). Sarebbe più facile elencare cosa rimarrebbe (ben poco) senza questa. Un diamante concettuale, tra le massime espressioni del pensiero umano.





4. Valore efficace. Senza questa, ad esempio, niente compressori (Spark!)






5. E per finire, i Cent che spezzettano i semitoni (con la formula si ottiene il numero di centesimi corrispondente a un rapporto r tra due frequenze). Senza questa niente Autotune e nemmeno Melodyne.




Adesso il Prof ce le spiega tutte nei commenti... :-)

23.10.11

Musicologia computazionale


Parliamo di computer-aided musicology ovvero di come usare un potente linguaggio di programmazione per la ricerca musicologica avanzata. Lo strumento, un'evoluta libreria di python, si chiama music21 ed è stato sviluppato (e reso pubblico) dalla sezione Music and Theater Arts del M.I.T.
Come sostengono i suoi geniali creatori:
Sebbene i computer abbiano trasformato il nostro modo di ascoltare, ottenere, comporre e annotare la musica, non hanno però ancora cambiato radicalmente la ricerca e l'analisi musicale. Anche se molte banche dati informatiche sono state create per la musicologia, gli strumenti per la ricerca non sono sufficientemente sofisticati. Per esempio, si possono trovare melodie se esistono corrispondenze esatte. Ma le variazioni melodiche, come la ripetizione di una frase o un abbellimento, che sono estremamente comuni, fanno facilmente fallire le ricerche. Indagini molto più complesse, come trovare tutte le melodie che implicano una particolare armonia di fondo, si riescono a malapena immaginare con i pacchetti software esistenti. La mancanza di software utili per analizzare la musica ostacola i tentativi scientifici di capire che cosa si ascolta e come processiamo ciò che ascoltiamo. Queste attività sono ancora poco comprese, nonostante la presenza pressoché universale della musica nella nostra vita quotidiana.

Music21 non è soltanto una libreria per programmare, ma contiene un database immenso di partiture, chiamato corpus, su cui iniziare immediatamente a lavorare. Tutto il software necessario è multi-piattaforma e se non si è completamente analfabeti, per far girare il tutto sul proprio pc ci vuole al massimo un'oretta. Anche se la documentazione e i tutorial di music21 possono essere affrontati partendo da zero, un minimo di python bisogna saperlo. E non solo per usare music21, in realtà: in quest'epoca il python è come il basic negli anni '80, tutti i migliori lo usano (da google ad Ableton, dalle ricerche di AI a quelle di statistica), ed è il più facile linguaggio di programmazione da imparare della storia.
Music21 contiene moltissimi algoritmi per analizzare la musica tonale, usare la teoria degli insiemi di altezze di Allen Forte (set theory) nonché potenti strumenti per la musica post-tonale e seriale.
Di seguito un paio di risultati che mi hanno colpito.

"Mode de valeurs et d'intensités" di Messiaen (1949) è stata la prima opera europea a utilizzare il cosiddetto serialismo integrale. Senza quest'opera, niente Boulez & Co. Tre serie vengono usate contemporaneamente. Ad ogni altezza di ciascuna serie viene assegnata una durata e una dinamica particolare, che appare sempre e soltanto associata a quell'altezza. All'interno di ogni serie, le durate si allungano con l'abbassarsi delle altezze.
Nel grafico precedente, prodotto direttamente da music21 attraverso un plot(), la corrispondenza tra altezze e durate è evidente. Ma anche gli aspetti della partitura non determinati dalle serie sono altrettanto evidenti: a differenza dalla regola di Schoenberg di usare ogni altezza lo stesso numero di volte, nel pezzo di Messiaen le stesse altezze appaiono più spesso di quanto dovrebbero.
Inoltre ad affascinare qui è la forma del grafico, che è cubica, cioè approssima il grafico di f(x)=-x^3. Diverse funzioni in natura (ma anche nella società umana) sono modellate da equazioni cubiche, come ad esempio la forza magnetica o la forza di torsione delle bande elastiche. I compositori post-tonali potrebbero essere stati guidati da equazioni cubiche nell'organizzare altezze e durate? Merita approfondire.
Infine, in questo ultimo grafico è possibile visualizzare i cambiamenti di tempo nell'esecuzione del primo movimento dell'Eroica di Beethoven, attraverso l'analisi di numerose registrazioni dal 1920 ad oggi.
Lunga vita alla computer-aided musicology.

18.10.11

I musicisti digitali sognano sinfonie algoritmiche?



Nell'epoca dei primi personal computer a 8 bit (Apple II, Commodore 64, ZX Spectrum e MSX) nacque una nuova forma d'arte, viva e vegeta anche ai giorni nostri, ad opera dei primi smanettoni alienati alla macchina: la demoscene. Il principio filosofico/codice d'onore che guidava questi pionieri del computer era semplice: ottenere il massimo in termini di risultati estetici con il minimo in termini di risorse hardware e software. I migliori sono riusciti a realizzare con pochissime righe di codice animazioni, mini-giochi, performance sonore e video musicali davvero stupefacenti.
Con un articolo seminale su countercomplex, Viznut ha rivitalizzato la scena, aprendo nel contempo la strada a un nuovo tipo di ricerca musicale: trovare brevi algoritmi (una riga) che per qualche motivo abbiano un senso musicale se indirizzati direttamente verso un hardware audio. Sul perché questi algoritmi tendano ad avere qualche tipo di senso musicale non c'è accordo tra i vari demo-addicted, anche se il fenomeno ricorda quella tendenza all'ordine che si rinviene nel caos ricorsivo (chi pensa ai frattali?). In fondo, come diceva Escher, "adoriamo il caos perché amiamo produrre l'ordine".
Rispetto a 40 anni fa oggi siamo nell'era del web, e anche i non programmatori super smanettoni alienati alle macchine possono contribuire alla ricerca online, grazie a una utility in javascript.

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- Codice per suonare.

20.9.11

Sapere Multinazionale



Rientriamo in medias res: la diffusione globale della conoscenza attraverso il web potrebbe essere la rivoluzione più importante degli ultimi anni. Il problema sono i filtri e l'attendibilità delle informazioni.
Microsoft Research mette a disposizione di tutti le pubblicazioni scientifiche dei suoi ricercatori.
Alcuni articoli interessanti nel campo musica/audio/arte:
1. FerroSynth: un'interfaccia musicale basata su sensori ferromagnetici, in grado sia di sintetizzare direttamente suoni che di generare note midi per i sequencer (tipo Ableton Live, usato nell'articolo).
2. Turning the tables: descrizione di VPlay, una superficie interattiva multi-touch che consente agli utenti di mixare e manipolare più flussi video in tempo reale.
3. MySong: il celeberrimo programmino che genera automaticamente e in tempo reale gli accordi di accompagnamento su una qualsiasi melodia cantata in un microfono dall'utente.
4. PAPA: un approccio che parte dalla risposta fisiologica dell'utente alla musica per generare playlist.
5. Audio Analogies: un metodo per creare nuova musica con la sintesi concatenativa.
Felix qui potuit rerum cognoscere causas.

10.5.11

Partitura



Partitura è un software di Abstract Birds per generare grafica in tempo reale e visualizzare la musica come un evolversi di oggetti astratti. I risultati sono estremamente complessi e raffinati, pur mantenendo una leggibilità inaspettata, nel riferirsi ai vari elementi della traccia audio.

Partitura 001 from Abstract Birds on Vimeo.


L'aspetto più interessante è che Partitura definisce un suo linguaggio visual molto coerente con cui sviluppa le associazioni tra le astrazioni grafiche e il segnale audio.
Un'evoluzione dell'Acusmographe, il software di ascolto e rappresentazione del segnale sonoro dell'Ina-Grm.

Di più su Partitura.

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Specchio dei tempi
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Seaquence
Luce per le mie orecchie

22.4.11

Bestiario di Tecnologia Audio 5



L'IBM 704 canta Daisy Bell - 1961

50 anni fa il computer, precisamente un mastodontico IBM 704, cantava per la prima volta. 40.000 istruzioni al secondo erano sufficienti per intonare, con tanto di accompagnamento, una popolare canzone del 1892 di Harry Dacre, nota come Daisy Bell o anche Bicycle Built for Two.
Le menti dietro l'impresa, che possiamo definire fondante della musica techno, erano i migliori ricercatori dei Bell Labs: John Larry Kelly (il leggendario inventore del criterio di Kelly) e Carol Lockbaum programmarono il vocoder mentre Max Mathews programmò il synth d'accompagnamento. Mathews, classe 1926 e inventore di Music V e di csound (tanto per dire...), se ne è andato ieri. Come ha detto un amico, uno di quelli che ha tirato su l'asticella per tutti. RIP.



Anche Arthur C. Clarke assistette a una dimostrazione del computer cantante ai Bell Labs (pare nel '62) e per questo motivo, nella versione originale di 2001 Odissea nello spazio, quel briccone di HAL 9000 canta proprio Daisy Bell quando Dave gli stacca le schede per disattivarlo.

Puntate precedenti del Bestiario:

1. Statua di Memnone a Tebe - 1500 aC
2. L'ascoltapiazza di Athanasius Kircher - 1650
3. L'Organo Umorale Hammerstein - 1982
4. Marianne di Henry-Louis Jaquet-Droz - 1773

15.3.11

150



"O patria mia, vedo le mura e gli archi
E le colonne e i simulacri e l’erme
Torri degli avi nostri,
Ma la gloria non vedo,
Non vedo il lauro e il ferro ond’eran carchi
I nostri padri antichi. Or fatta inerme,
Nuda la fronte e nudo il petto mostri.
Oimè quante ferite,
Che lividor, che sangue! oh qual ti veggio,
Formosissima donna! Io chiedo al cielo
E al mondo: dite dite;
Chi la ridusse a tale? E questo è peggio,
Che di catene ha carche ambe le braccia;
Sì che sparte le chiome e senza velo
Siede in terra negletta e sconsolata,
Nascondendo la faccia
Tra le ginocchia, e piange.
Piangi, che ben hai donde, Italia mia,
Le genti a vincer nata
E nella fausta sorte e nella ria."

Da All'Italia di Giacomo Leopardi (Canti)




"Finchè i giovani compositori si ostineranno a lavorare sul vecchio, finchè l’ispirazione non iscenderà sovra essi da un altro cielo inesplorato finora, la musica si ri­marrà diseredata della potenza che crea, le scuole con­tenderanno senza fine e senza vittoria, gli artisti si tra­scineranno erranti, incerti per diversi sistemi, fra diverse tendenze, senza intento e proposito deliberato, senza speranza di meglio, imitatori sempre, e incoronati del serto che gli uomini danno agli imitatori, vivido di bei colori, ma caduco e appassito in un giorno. Avremo perfezionamenti di metodo, ornamenti e raffinatezze di ese­cuzione, non incremento di facoltà creatrice. Avremo mutamenti di stile, non nuove idee; lampi di musica, non una musica; ammiratori entusiasti per moda, appas­sionati se vuolsi, non credenti; non fede."

Da Filosofia della musica di Giuseppe Mazzini

12.3.11

Il Gallo e la Chitarra



"L'arte è la scienza fatta carne". Così si apre Il Gallo e l'Arlecchino (1918) di Jean Cocteau, manifesto del circolo musicale di Montparnasse (più conosciuto come Gruppo dei Sei) e del Neoclassicismo musicale francese di inizio Novecento. Erik Satie viene elevato a ispiratore e caposcuola poiché egli "insegna al nostro tempo la più grande audacia: essere semplici". Contro Wagner e gli infiniti wagnerismi, gli espressionismi e gli impressionismi, dunque anche contro Debussy. Ma cosa si intende qui per semplicità? "La semplicità, cui si perviene come reazione alla raffinatezza, proviene dalla stessa raffinatezza; essa diffonde e condensa la ricchezza acquisita." E per i neoclassici francesi 'la ricchezza acquisita' comprende senz'altro Bach e Beethoven, Mozart e Pergolesi, ma anche il jazz, il circo e il Music-Hall (il café-chantant, il varietà, il vaudeville).
Un bel gruppo di intellettuali e artisti come non se ne vedevano dal Rinascimento: oltre a Cocteau e Satie, Diaghilev, Stravinskij, Max Jacob, Amedeo Modigliani, Pablo Picasso (in apertura di post una sua bozza per la scena di Parade, balletto musicato proprio da Satie), e molti altri.
Ma il più neoclassico di tutti fu Francis Poulenc. Un neoclassicismo contaminato da un puro sentimento religioso. "La musica di Poulenc è distante" scrive sempre Cocteau (Appendice 1924). Ed è una distanza spaziale, più che temporale.
Di seguito una mia interpretazione della Sarabande di Poulenc, l'unica pagina (purtroppo) che ha scritto per chitarra sola, dedicandolo alla leggendaria Ida Presti.



Semplicità e cantabilità, calma e leggerezza, mai banalità: l'invenzione melodica è polimetrica, il contrappunto a due voci è quasi solenne nella sua austera dimensione 'scolastica', la scarna armonia, diatonica e triadica, fa ampio uso di accordi di settima maggiore e minore e di rivolti tipici dei voicing jazzistici. Le difficoltà dell'interpretazione risiedono nella pulizia, nelle dinamiche, nell'agogica e soprattutto nello smorzamento esatto delle vibrazioni delle corde.
Come ha scritto il grande Angelo Gilardino "ne scaturisce un sentimento di pura, innocente estasi, confermato dal francescano commiato: le corde a vuoto della chitarra, toccate lentamente a una a una, come dalla mano di un bimbo."



24.2.11

Musicofobia?

Oliver Sacks. Musicofilia
Adelphi - 496 pagg - 26 euro
EAN 9788845924194
Stando al bellissimo saggio di Oliver Sacks, che consiglio vivamente a tutti, che siano malati di mente oppure no, non esisterebbe una sindrome  catalogabile come musicofobia. Dovremmo dedurne che alcuni psic privi di scrupoli (pleonasma) intendono portare $$$ al loro mulino se esistono siti come questo?
Certo che sì!
Nella mia esperienza non ho mai conosciuto qualcuno che odiasse la musica. Nemmeno nei vari Centri Psichiatrici di Zona (AKA Centri di Igiene Mentale) che ho frequentato in passato, (cioè prima di rendermi conto che i malati erano tutti gli altri, psic inclusi, e non io).
La musica, anzi, l'espressione sonora tutta, è senza alcun dubbio la prima e fondamentale espressione del sè, un anno prima di imparare a parlare, tre anni prima di cominciare disegnare e sei anni prima di imparare a scrivere.
Non ho prove, naturalmente, ma sono convinto che la musica sia stata la primissima forma artistica sviluppata dalla nostra specie. La prima espressione spontanea, piacevole ed universale dei nostri antenati prima ancora che inventassero un idioma decente, rovinato poi dalla fantastica idea di Nostro Signore Iddio di confonderci tutti per impedire la costruzione della Torre di Babele, intrapresa abusivamente senza pagare gli oneri di urbanizzazione nè preoccuparsi di edificare opere a scomputo.
Ovviamente se la musica è la prima, la danza è la seconda: basta avere prolificato per saperlo. Da piccolissimi strillano, lallano, cantano e poi appena riescono a stare in piedi cominciano a ballare.
La mia bimba Elena a 5 mesi
mentre ascolta i Led Zeppelin
D'altronde non conosco neppure qualcuno che sia indifferente alla musica: persino mia suocera semianalfabeta, 81 anni, sciroccata, sbroccata si compra in edicola i suoi DVD di lirica, se li guarda e se li riguarda... (l'opera, non il DVD NdR)
Di sicuro ascoltare Mozart non ti alza il QI, ma una esposizione quotidiana alla buona musica come quella che  vive mia figlia, dagli AC/DC a Zelenka, può solo avere effetti collaterali positivi.
© 2011 - 'O Cangaceiro


10.2.11

Reich & Deleuze



"Eccoci dunque costretti a pensare la differenza. Sentiamo qualcosa che è contrario alle leggi della natura, pensiamo qualcosa contrario ai principi del pensiero. E anche se la produzione della differenza è per definizione "inesplicabile", come evitare di implicare l'inesplicabile nel pensiero stesso? Come potrebbe l'impensabile non trovarsi al fondo del pensiero? E il delirio, nel cuore del buon senso? Come ci si potrebbe contentare di relegare l'improbabile all'inizio di una evoluzione parziale, senza concepirlo anche come la più alta potenza del passato, come l'immemoriale nella memoria?"

Gilles Deleuze, Differenza e ripetizione, Raffaello Cortina Editore 1997, p. 294


4.2.11

Bestiario di Tecnologia Audio 4



Marianne di Henry-Louis Jaquet-Droz - 1773

Henry-Louis, figlio del grande orologiaio svizzero Pierre Jaquet-Droz, costruì il più incredibile dei cosiddetti androidi di Neuchâtel.
La Suonatrice esegue (sul serio) 5 melodie in stile galante su un organetto a canne, seguendo con gli occhi le dita sulla tastiera. Al termine dell'esecuzione china pudicamente il capo per ringraziare degli applausi.
Il realismo un po' inquietante dell'automa è garantito dal sistema di respirazione: un insieme di mantici fa sollevare e abbassare il petto a ritmo costante. Il meccanismo vitale, che comprende anche movimenti del capo e inchini, funziona indipendentemente dalle prestazioni musicali.
Fu battezzata Marianne dal nome della defunta moglie di Jacquet-Droz padre, morta in giovane età, poco dopo aver dato alla luce una bimba che sopravvisse solo pochi mesi.
Con una sola carica Marianne può vivere per un'ora e mezza, però senza suonare.



Puntate precedenti del Bestiario:

1. Statua di Memnone a Tebe - 1500 aC
2. L'ascoltapiazza di Athanasius Kircher - 1650
3. L'Organo Umorale Hammerstein - 1982

29.1.11

A chi importa se ascolti?



"Certamente, se la musica sperimentale non viene supportata, il repertorio fischiettato dall'uomo in strada non ne verrà colpito, il consumatore abituale dell'attività concertistica prodotta dall'industria culturale ne sarà poco disturbato.

Ma la musica stessa smetterà di evolversi, e, in tal senso importante, smetterà di vivere."

Milton Babbitt, 10 maggio 1916 – 29 gennaio 2011
tratto da "Who Cares if You Listen?", High Fidelity (Feb. 1958)

23.1.11

Adriano e le Storie Tese



La prima rock star della storia fu Adriano Banchieri, nato il 3 settembre 1568, 400 anni prima del White Album.
Come molti colleghi della storia del rock, si cambiò nome, da Tommaso a Adriano, fu conosciuto con svariati fantasiosi soprannomi, tipo Attabalibba dal Perù e il Dissonante, e fece numerosi proseliti, fondando l'Accademia de' Floridi nel 1615.
Nella sua produzione profana, madrigali dialogici componenti commedie madrigalistiche, il senso di divertimento, il sarcasmo, la parodia spiazzante, sprezzante e intelligente fanno tutt'uno con delle incredibili prodezze tecniche da sommo virtuoso delle note, proprio come Zappa.
Spettacolari sin dai titoli alcuni numeri: Il Zabaione Musicale, inventione boschereccia (1603), contenente il madrigale Gioco della passerina, La barca di Venezia per Padova (1605), i Trattenimenti in villa (1630).
Ne La Pazzia Senile (1598) il dottor Gratiano canta in polifonia una memorabile parodia di uno dei più celebri madrigali del serissimo Palestrina. L'aulico "Vestiva i colli e le campagne intorno (/ La primavera di novelli amori)" diventa il geniale "Rostiva i polli e le castagne al forno".
Ma il capolavoro dell'umorismo di Attabalibba è contenuto nell'attualissimo Il festino della sera del Giovedì Grasso (1608). Trattasi del magistrale Contrappunto bestiale alla mente, che parodizza l'antica consuetudine di improvvisare (alla mente) contrappunti sopra un canto fermo del basso. "Un cane, un cucco, un gatto, un chiù per spasso / Fan contrappunto a mente sopra un basso". Avanguardia.
In definitiva un bel calcio nel culo al petrarchismo aulico e cortigiano del madrigale che dominava incontrastato il Cinquecento.
Come non pensare alle parodie quasi alla mente degli Elii, in particolare ai capolavori Bunga Bunga e Orgia.
Il Dissonante fu tra i primi (se non il primo) a introdurre importantissime e feconde novità nella tecnica musicale: la stanghetta di battuta, la numerazione del basso continuo e i segni dinamici (piano e forte). Infine fu anche scrittore: sua la novella Cacasenno, continuazione del Bertoldo e del Bertoldino di Croce.

18.1.11

Mansion



Mansion è un'opera d'arte a forma di Universo creata da Tabor Robak.
Ambiente virtuale, sperimentazione sinestesica, esperienza psichedelica, video sintesi e sound design ad altissimi livelli. Da gustare al buio e in cuffia su una macchina potente. Bon voyage.

9.1.11

Zibaldone 10



Qualche detrito random per dare il benvenuto al 2011.

1. Le consuete immagine più belle dello spazio. In apertura del post la Montagna Mistica di Hubble.

2. Un calendario per il 2011 che vi insegna a usare il cervello come una calcolatrice scientifica.

3. Il disco dei Jazz Accident è a mio insindacabile giudizio il migliore dell'anno. Potrei sembrare di parte, invece è bello e basta. Compratelo obbligatoriamente (c'è anche su itunes). Non si può morire senza aver sentito Meriggio Bill almeno 1000 volte.

4. L'Antikythera, il computer più antico della storia (primo secolo a.c.) progettato per prevedere le eclissi solari, è stato ricostruito coi lego da un ingegnere della Apple. Che invidia: non c'aveva veramente un cazzo da fare. Caruccio comunque.

5. Le 10 animazioni meccaniche più interessanti di Wikipedia.

6. Il Commodore 64 è rinato! Ed è molto molto figo.

7. I videogiochi rappresentano il futuro dell'umanità e delle intelligenze artificiali che erediteranno la terra dopo la nostra estinzione. Il meglio dell'anno appena finito, e un bell'articolo sul Kinect direttamente dagli ingegneri Microsoft.

8. Il futuro degli algoritmi è in mano alle formiche.

9. Il futuro della musica elettronica e il sound design sociale.

10. Un seminario del mitico Segovia sulla leggendaria Chaconne BWV 1004 di Bach (dal miglior forum di chitarra classica del globo, chi non si iscrive è pazzo).

Per concludere, i 5 post più letti di Random Bitz:

1. Musurgia Mirifica, composizione assistita nel 1600

2. Musica da sballo

3. Qualcosa di concreto

4. Introduzione alla musicomia

5. Bestiario di Tecnologia Audio 3

Buon anno!