19.5.09

Qualcosa di concreto



Il brano in apertura è il primo pezzo di musique concrète, composto dal leggendario Pierre Schaeffer nel 1948. Nel brano sono usati esclusivamente suoni prodotti da treni, registrati, manipolati e rimontati. Per l'epoca un lavoraccio, che però ha aperto l'orizzonte compositivo della seconda metà del secolo (e oltre), parimenti agli esperimenti di musica elettronica pura, cioè sintetizzata con oscillatori o multivibratori astabili a valvole (un altro sbattimento indicibile), compiuti nei medesimi anni da Karlheinz Stockhausen, che non ha bisogno di links, Herbert Eimert, il propagandista, e Werner Meyer-Eppler, il genio del gruppo.
In occasione dell'uscita della versione inglese di questo interessantissimo libro (notare gli autori), il sito Ina-GRM, già di per sé bookmark inamovibile per chiunque si interessi di musica, ha pubblicato 2 ottime animazioni flash di 2 brani molto significativi di Schaeffer della fine degli anni '50: étude aux sons animés e étude aux objets.
In ausilio all'ascolto è possibile seguire una pseudo-partitura trascritta da Denis Dufour e visualizzare le forme d'onda stereo (sarebbe stato il massimo avere anche uno spettrogramma).
I brani in questione sono significativi perché a mio avviso evidenziano le due anime della musica concreta delle origini: quella totalmente astratta, i suoni animati che costruiscono una scultura sonora inaudita rendendo insignificante e perlopiù irriconoscibile l'oggetto acustico in sé e il mezzo di produzione originario e spostando l'attenzione sulla testura globale; quella del sonorizzatore radiofonico, dove al contrario la riconoscibilità mimetica degli oggetti sonori è usata per aumentare la suggestione e la drammaticità.
Sono poi disponibili anche 3 registrazioni di Schaeffer che spiega il suo mondo nel 1960, riferendosi in particolare ad Anamorphoses. Uno, due e tre.
Due note per finire: la versione francese del libro è comunque preferibile, con i suoi 4 cd; il capolavoro teorico di Schaeffer è il Traité des Objets Musicaux, mai tradotto in nessuna lingua.

6.5.09

AAA Zebre Pesanti Cercasi



Su segnalazione dell'esimio trinchetto mi sono letto questo articolo del numero di aprile di Sound On Sound, una rivista che è un punto di riferimento per tutti noi. (Spettacolare la serie sui segreti dei sintetizzatori).
L'articolo in questione descrive in maniera esilarante, degna dei migliori Monty Python, le gesta di un fantomatico gruppo degli anni '70 chiamato Heavy Zebra, che tra follie ed eccessi tipici dell'epoca fu autore di un singolo che pare sia riconosciuto dai maggiori musicisti e produttori di tutti i tempi come un'eterna fonte di ispirazione, una specie di secondo Tomorrow never knows. Il singolo in questione si chiamerebbe Karla, dal nome dell'ultima fiamma del leader del gruppo, che cambiava il testo della canzone ogni volta che cambiava fidanzata...
Uso il condizionale perché ormai sono quasi sicuro, dopo circa un mese, che si tratti di un clamoroso fake, o pesce d'aprile. Questo perché degli Heavy Zebra non esiste nessun altra informazione in giro, né brani 'acquistabili', ma soprattutto perché ultimamente trinchetto mi ha passato già altri fakes (tra cui questo, clamoroso) e credo si stia specializzando nel farmi sclerare dietro notizie false.... :)
Naturalmente spero di essere smentito e di poter ascoltare finalmente Karla, canzone che mi ispirerà sicuramente il prossimo successo di Crazy....
Chiedo agli amici esperti della musica di quegli anni, in particolare all'insostituibile the prof, tra l'altro anch'egli esperto di leggende metropolitane, di darmi certezze.... Grazie.