9.2.09

Musurgia Mirifica, composizione assistita nel 1600



La biblioteca dell’Università di Glasgow conserva una stupenda copia colorata a mano della Musurgia Universalis di Athanasius Kircher, l’opera più famosa del musicologo gesuita pubblicata in 2 volumi a Roma nel 1650. All’epoca il libro fu stampato in ben 1500 copie e dunque fu un vero e proprio bestseller.
Il librone di Kircher, scritto principalmente in un latino complicato e tradotto una sola volta in tedesco, è pieno zeppo di materiale iconografico eccezionale, stravagante, misterioso: strumenti musicali meccanici di elevata complessità, automi ‘programmati’ per suonare brani musicali, sistemi improbabili di spionaggio per i nobili al potere, chitarre a 17 corde e molte altre amenità.
In quest’opera enciclopedica e multidisciplinare, quasi tutte le teorie e le spiegazioni di Kircher sono parecchio confuse, prolisse, ridondanti e hanno quel sapore dogmatico e misticheggiante tipico dei religiosi eruditi della sua epoca. Il termine ‘barocchismo’ potrebbe essere stato inventato per questo libro. La Musurgia Universalis sembrerebbe dunque essere uno di quei testi intriganti, esteticamente bellissimi e dall’altissimo valore storico, ma completamente folli e addirittura culturalmente perniciosi per quelli che li prendono sul serio, un po’ come i testi di Robert Fludd e di Michael Maier, o l’Harmonices Mundi del grande Keplero (che pur contiene la sua importante terza legge).
E invece per il musicotecnofilologo (?) odierno il testo è molto interessante perché nell’ottavo libro Kircher presenta e discute la sua ‘terza legge’: un algoritmo evoluto e funzionante per la composizione musicale, un algoritmo che si chiama arca musarythmica, attraverso cui anche un non-musicista può comporre contrappunti a 4 parti senza paura. L’arca musarythmica, spiegata in sole 14 pagine (un miracolo!), è un metodo per applicare automaticamente la musurgia mirifica, un sistema combinatorio per la scrittura musicale in grado di prevedere gli scontri tra le voci di un contrappunto per evitare determinate dissonanze (come ad esempio il diabolus in musica) e quindi rendere la composizione corretta da un punto di vista formale (per l’espressività il discorso si fa un po’ più complicato ed esoterico…). In questo articolo viene descritto come funziona il procedimento.
Giancarlo Bizzi nel suo bel libro Specchi invisibili dei suoni dimostra in modo convincente come proprio la musurgia mirifica di Kircher possa spiegare in parte l’arte dei canoni enigmatici di Johann Sebastian Bach. Così imbattendosi in partiture dall’enorme difficoltà combinatoria come quella qui sotto (tratta dall'Offerta Musicale), si potrà evitare di tirare in ballo le 'classiche' spiegazioni che coinvolgono menti sovraumane o invasioni aliene.



AGGIORNAMENTO: ho trovato questa bellissima animazione, che mette in relazione il Canone 1 a 2 dell’Offerta musicale con il nastro di Möbius. Da vedere e ascoltare ripetutamente...